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“SCENDI IN CAMPO”: lo sport entra a scuola e diventa lezione di vita, la nuova docu – serie in esclusiva RaiPlay dal 9 settembre

Quattro episodi, tre generazioni di protagonisti della pallacanestro italiana e un artista per raccontare ai ragazzi il valore di mettersi in gioco. Con Matilde Villa, Luigi Datome, Angela Adamoli e Baruz

Dal 9 settembre arriva in esclusiva su RaiPlay “Scendi in campo”, la docuserie in quattro episodi che racconta un progetto educativo nato per avvicinare bambini e ragazzi allo sport e, attraverso il basket, trasmettere valori che vanno oltre il campo: impegno, rispetto, inclusione, collaborazione, capacità di affrontare le difficoltà e di condividere un obiettivo.

“Scendi in campo” parte da una domanda semplice ma significativa: può un bambino insegnarci i valori della vita? La risposta arriva attraverso le voci e le esperienze dei giovani protagonisti, accompagnati da campioni, allenatori e figure di riferimento dello sport italiano. Perché il basket, dentro e fuori dal campo, può diventare una vera palestra di vita: insegna a cadere e rialzarsi, a cercare una soluzione insieme, a rispettare l’avversario e a capire che per raggiungere un traguardo non basta il talento, ma servono impegno e spirito di squadra.

A guidare il racconto è Matteo “Baruz” Baruzzo, artista, street artist, musicista e giocatore di street basket, che porta nelle scuole la sua particolare visione della pallacanestro e dell’arte. La sua originale tecnica del “palleggio su tela”, realizzata utilizzando palloni da basket immersi nei colori, diventa così uno strumento creativo per coinvolgere i ragazzi e dimostrare come sport e arte possano essere linguaggi universali, capaci di parlare alle nuove generazioni. Al centro di ogni episodio ci sono una scuola, una diversa fascia d’età e un protagonista del basket italiano, chiamato a condividere con gli studenti non soltanto le proprie competenze sportive, ma soprattutto la propria esperienza e i valori che lo sport ha contribuito a costruire.

La prima a scendere in campo è Matilde Villa, giovane talento della Nazionale italiana e giocatrice dell’Umana Reyer Venezia, che incontra i bambini della scuola primaria e insegna loro i primi fondamentali del palleggio. Attraverso la sua storia personale, il racconto arriva anche alle origini del basket italiano e alla figura di Ida Nomi, ricordando il ruolo pionieristico di una donna nella nascita della pallacanestro nel nostro Paese. È poi la volta di Luigi Datome, ex capitano della Nazionale e figura di riferimento del basket italiano, che entra in una scuola media per una lezione dedicata al tiro. Ma dietro ogni gesto tecnico c’è una storia più grande: quella di uno sport capace di accompagnare un ragazzo per tutta la vita, insegnandogli disciplina, determinazione e la capacità di trasformare una passione in un percorso di crescita. Nel terzo episodio Angela Adamoli, allenatrice della Nazionale italiana femminile 3×3, porta in un liceo una lezione sul passaggio. Un gesto apparentemente semplice che diventa metafora del rapporto con gli altri: per arrivare al risultato, infatti, occorre fidarsi, comunicare e costruire legami. Una lezione che si intreccia con la storia della Nazionale femminile 3×3 e con la vittoria al Campionato del Mondo del 2018, il massimo risultato della carriera di Adamoli da allenatrice.

Il viaggio si conclude sul campo vero e proprio. L’8 maggio 2025, al PalaTiziano di Roma, la Roma School Cup riunisce le squadre dei licei della capitale in un torneo nel quale i ragazzi possono finalmente mettere in pratica quanto appreso durante il progetto. Dopo le lezioni, i racconti e gli incontri, arriva il momento di giocare: di confrontarsi con gli altri, rispettare le regole, fare squadra e scoprire che ogni partita, prima ancora di essere una sfida, è un’occasione per crescere. Nel progetto intervengono, tra gli altri, Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico e della pallacanestro.

“Scendi in campo” è una produzione One More Pictures in collaborazione con Rai Documentari, con la regia di Serena Corvaglia, soggetto di Matteo “Baruz” Baruzzo e Grazia Pracilio, trattamento di Michele Truglio e produzione di Gennaro Coppola. Produttore Rai Fabio Mancini, supervisione editoriale Grazia Pracilio, supervisione artistica Diego Capitani, produttore esecutivo Francesco D. Rossano, fotografia Andrea Arnone e Alessandro Chiodo, montaggio Francesco De Matteis. La docuserie è composta da 4 episodi da 25 minuti, prodotta nel 2026.

 

 

Comunicato stampa Immagine