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Arturo Stàlteri esce oggi “Préludes”, un viaggio extrasensoriale tra Debussy, Chopin, Bach e Tolkien

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Pubblicato il 20 Settembre 2016

Arturo Stàlteri e il suo fantastico mondo in musica “PRÉLUDES”

Esce martedì 20 settembre il nuovo album del pianista

22 preludi inediti, nel segno di Debussy, Chopin…

Un vero disco extrasensoriale in cui troviamo, tra gli altri, brani ispirati a scritti di grandi poeti e romanzieri come Xavier Grall, J. R. R. Tolkien e Joseph Roth.  A breve il tour nelle Feltrinelli di tutta Italia.

Esce martedì 20 settembre “Préludes” (su etichetta Felmay), il nuovo album di Arturo Stàlteri, tra i pianisti italiani contemporanei più noti in Europa. A due anni di distanza da “In sete altere”, in cui omaggiava la musica di Franco Battiato, Stàlteri torna con un disco che è una vera e propria chicca: 22 brani, preludi inediti.

Un lavoro che, idealmente, prende spunto dai più grandi musicisti di ogni tempo: Johann Sebastian Bach, Fryderyk Chopin, Claude Debussy, Alexander Scrjabin, Dmitrij Shostakovich: tutti questi artisti – spiega Stàlteri – hanno omaggiato la forma del Preludio, grazie alle loro raccolte di ventiquattro composizioni in tutte le tonalità maggiori e minori”.

In “Préludes” il compositore romano ha però voluto sottrarsi al diktat dell’utilizzo dell’intera gamma delle tonalità. Vera figura di riferimento è Debussy: l’artista francese diede un titolo a ognuno dei suoi preludi (tranne in un caso) e così ha fatto il compositore romano in questa sua nuova opera.

Nell’ascoltare “Préludes” si ha la sensazione di ritrovarsi in un viaggio fuori dal tempo, in un disco “extrasensoriale”, immediato, coinvolgente: tra i brani, “Fils de naufragés” è ispirata a una poesia del bretone Xavier Grall; “Èowin” alla trilogia dello scrittore J. R. R. Tolkien; “Gli artigli di Cat Woman” è dedicata al personaggio inventato da Bob Kane e Bill Finger; “Everyone picked strawberries” al romanziere Joseph Roth; “Il sogno di Lydea” prende spunto dagli scritti fantasy di Patricia Anne McKillip.

Ma c’è tanto altro in “Préludes”: ascoltando “Tir Na Nòg” sembra di vedere la terra dell’eterna giovinezza, e in “Red Shift” il fenomeno astronomico dello spostamento verso il rosso dei segnali elettromagnetici emessi dalle galassie.

In tre brani (“Lascia le spine alle rose”, “Ali e radici” e “Seduta nel buio”) partecipa la poetessa romagnola Annalisa Teodorani che recita alcuni versi inediti scritti per l’occasione.

Nel progetto “Préludes” assoluto protagonista è lo strumento d’elezione di Stàlteri (Yamaha C7 Grand Piano) supportato, in alcuni brani, da altri strumenti come il pianoforte e la chitarra elettrica di Michele e Matteo Gioiosa; il clavicembalo di Alessandro Buca; il flauto e la voce di Federica Torbidoni; il violino di Yasue Ito; il santoor di Guido Landucci e le macchine lunari di Pino Zingarelli.

Arturo Stàlteri presenterà “Préludes” in una serie di concerti in giro per l’Italia. Tra questi, domenica 9 ottobre Stàlteri si esibirà all’interno della Chiesa Ss. Apostoli di Roma, e parteciperà alla rassegna “Piano City Napoli” (14-16 ottobre).

A breve, inoltre, il compositore partirà per un instore tour all’interno delle Feltrinelli di tutta Italia.

Sito ufficiale www.arturostalteri.wix.com/arturostalteri

 

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