RININO, IL LADRO GENTILUOMO CHE DERUBÒ IL PRINCIPE CARLO

Il podcast realizzato dalla TGR Liguria online su RaiPlay Sound dal 13 maggio

Il “Lupin della Riviera ligure” l’uomo che 30 anni fa mise a segno un colpo in grado di renderlo celebre in tutto il mondo. Entrare a Saint James Palace, proprietà dell’allora principe Carlo d’Inghilterra, e rubare alcuni gioielli della corona britannica

 

Da lunedì 13 maggio è disponibile su RaiPlay Sound il nuovo podcast “RININO, il ladro gentiluomo che derubò il principe Carlo”, prodotto dalla TGR Liguria. Questo progetto, in sette puntate, racconta la vita di Renato Rinino, attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto, degli investigatori e dei giornalisti che all’epoca si occuparono di lui, dei suoi amici e familiari. Lo fa grazie a nuove interviste e testimonianze inedite e grazie agli infiniti materiali d’archivio delle Teche Rai.

Ci sono vite che sembrano scritte apposta per un romanzo, o un film. Come quella di Renato Rinino, il “Lupin della Riviera ligure”. L’uomo che 30 anni fa, nel 1994, mise a segno un colpo destinato a renderlo celebre in tutto il mondo. Senza conoscere il proprietario dell’edificio, riuscì ad entrare a Saint James Palace, una delle proprietà londinesi dell’allora Principe Carlo d’Inghilterra, eludendo la sicurezza e rubando alcuni gioielli della corona inglese. Col tempo arrivarono la restituzione del bottino e le scuse, il reato andò in prescrizione ma è stato quell’incredibile furto a rendere mitico il personaggio di Rinino. Un uomo che aveva un destino già segnato. Il primo colpo da bambino, a otto anni: il furto di un portafoglio per comprarsi delle biglie. Si autodefiniva ladro di professione, ma “gentiluomo”. Sul serbatoio della sua Harley fece incidere “Arsenio Lupin”. Una notte rubò nella casa di un pensionato, che poi si disperò sulle pagine dei giornali. Rinino allora gli restituì la refurtiva. Una vita di eccessi, passata per metà del tempo in carcere, fino al tragico epilogo, nel 2003, ucciso per gelosia con un colpo di pistola. Ma questa è anche la storia di un’Italia che tutto perdona ai suoi figli, tranne l’essere nati nel contesto sbagliato.

 

clicca qui per scaricare la locandina