“Italia 90 – Il rock alternativo”: disponibile dal 19 giugno il podcast original RaiPlay Sound

Attraverso materiali audio dall’Archivio Radio Rai la serie racconta in modo inedito la scena ‘rock alternative’ italiana. Ogni episodio accende i riflettori su un gruppo storico: Marlene Kuntz, Afterhours, Subsonica, Prozac+, Verdena

 

Disponibile dal 19 giugno su RaiPlay Sound “Italia 90 – Il rock alternativo”. Nella serie di podcast, ognuno dedicato a un “Live in Rai” e a una selezione di interviste, vengono raccontati i principali gruppi della scena ‘rock alternative’ italiana fiorita negli anni ‘90. A ciascuno di loro è dedicato un episodio: Marlene Kuntz, Afterhours, Subsonica, Prozac+, Verdena. Selezione ed editing a cura di Edoardo De Falchi.

È stata la stagione d’oro dell’indie-rock italiano, dalla saga dei CSI e di band nate dalla loro galassia alla fioritura di una scena noise, punk-rock, i cui nomi di punta sono Marlene Kuntz, Afterhours, Prozac+, Verdena. Ma sono anche gli anni dell’elettro-pop di Subsonica e Bluvertigo, della Napoli dub degli Almamegretta, del cantautorato rock di Carmen Consoli, Cristina Donà, La Crus, del nuovo folk di Üstmamò, Yo Yo Mundi, Avion Travel, Mau Mau, Tetes de bois, dell’hip-hop di 99 Posse, Assalti Frontali, Frankie Hi-Nrg, oltre che di tante formazioni che mescolano in modi diversi rock e canzone italiana (Disciplinatha, Wolfango, Scisma, Massimo Volume, Ritmo Tribale, Santo Niente, Timoria, Elettrojoyce, Il Teatro degli Orrori, I Tre Allegri Ragazzi Morti).

La scena musicale alternativa italiana degli anni ‘90 ha prodotto in realtà una moltitudine di gruppi e progetti, molto al di là dei pochi nomi citati, la maggior parte dei quali hanno avuto seguito soprattutto negli anni 2000, con una proliferazione di festival indipendenti, suonando nei centri sociali, autoproducendo dischi e cd, formando nuove etichette, pubblicando fanzine e riviste. Tutto questo fermento, ricco di generi e sottogeneri, di clan e tribù, rappresenta un fenomeno complesso, diffuso e articolato. Sono per molti versi ancora le sottoculture degli anni ’70 e ‘80, che si rinnovano e si moltiplicano. Ma non è più possibile ignorarle.

 

clicca qui per il comunicato stampa clicca qui per la locandina